chi sono
Nacqui – no, nacqui proprio no.
Nassi di ottobre nell’anno della morte di Moro, lo stesso giorno della consacrazione di un nuovo papa e per questo porto la versione italiana di un nome polacco. Altrimenti mi chiamerei Giacomo. Così volle mia madre.
Ho studiato, ma più andavo avanti più si sfilacciavano voglia e convinzione. Ho dimenticato se mi sono laureato o meno.
Quando lavoravo in fabbrica maledicevo la fabbrica, eravamo in molti a farlo. Poi è fallita e ha chiuso, ma me ne ero andato di già.
Quei giorni ho fortemente amato una donna che non lo sa. Non so dove sia né se viva, spesso la penso.
Nell’aria imprigionata di un ufficio ho smaniato, schiumato come una birra scossa.
Ho tanto dormito sotto le stelle che ne ho pieni gli occhi.
Ora lavoro con la terra, per la terra. Con gli alberi, per gli alberi. Li curo, ne colgo i frutti.
Mi incantano i tramonti e i voli di uccelli, sempre fuggo e cammino i monti.
Questo, ieri. Domani? Boh!
ciao,ricambio la tua gentile visita. Mi piace quello che scrivi. Un saluto da una scorpione doc…
e chi eri due anni fa?
Un tale un dì mi disse:
credo si chiamasse
uno che come te si sperse, Ulisse.
Oh Mantiduzza, mi chiedi cose intime
convengo sì replicar con rime.
Ma non scambiar ciò per cosa pazza
io son cavalier sanza corazza
e per giunta della peggior razza.
Trottavo per la via in groppa a un somarello
già in lontananza scorgevo il bianco castello
dovevo liberar la mia dama da un buzzurro
lei dalla morbida pelle di burro,
quando giunsi a un bivio mancante cartello:
mi volsi e avvidi sulla destra
un prato piatto e un cielo azzurro,
mi volsi e avvidi sulla sinistra
più fitti boschi e cirri a cappello;
poi sfumò il viso d’una smorfia trista.
Scontento di me mollai la pista
e spronai il ciuco verso il tempo brutto
così partimmo silenti, quieti e mesti
ma per ora basta, è tutto.
che bella presentazione.una nata il 22/11, scorpione ascendente bilancia
ergo..è stato il tuo compleanno…auguri, coetaneo ormai.
Grazie Misia.
sono venuta qui perché mi ricordavo che eravamo nati quasi insieme.
poi ho visto il commento di manuela e mi si è stretto il cuore che ora è piccino picciò.
se domani mi ricordo ti faccio un regalo musicale.
buona domenica, carlo.
libro da sogno la favola d’amore di Hesse…ho lasciato i miei colori con gioia d’immagine anche se rubata con occhi le mie mani l’hanno resa personale come un omaggio…ci sono voli colorati e natura viva di intrepide avventure …no non una principessa ma un’umile contadina nello spazio di un petalo di rosa accolto a piene mani e donato ai quattro elementi piccola vita …
è un libro che non conosco
grazie, Sionevi, di tutte le ghirlande di pensieri che hai lasciato… ci ho messo un po’ a leggerli e strecciarli tutti, ed è stato piacevole
Ciao!!! Bella presentazione!