Archive for the 'Ricordanze' Category

1 Novembre

01Nov07

‘La bontà che il mondo ci dona la morte ce la toglie’ (colonna sinistra) e ‘La bontà che noi facciamo la morte ce la rende’ (colonna destra) leggo all’ingresso del cimitero, oggi decisamente affollato. Giovani, vecchi, giovani che accompagnano vecchi, bambini che si trattengono dal giocare, se non fosse per le lapidi si direbbe [...]


Nella data di oggi, ma di un tempo passato, un monte -il Toc-, sfinito, stanco di trattenere la sua scivolosa massa, dopo aver gridato “aiuto” a suo modo, ma non ascoltato -nessuno ascolta quando serve- franò -bussò-, e ruppe quell’inerme specchio d’acqua chiamato diga del Vajont, frantumi di schegge arrivarono lontano, molto lontano. Solo [...]


(Erri De Luca, da “In nome della madre” – Il titolo del post, epigrafe del libro, è un verso di Iosif Brodskij)
Abìtuati al deserto, che è di nessuno e dove si sta tra terra e cielo senza l’ombra di un muro, di un recinto. Abìtuati al bivacco, impara la distanza che protegge dagli uomini. Non [...]


Inciampi

28Set07

Ho sentito di un uomo affogato nelle sabbie mobili del proprio successo. Si dibatteva agitando al cielo le mani. Dal bordo della palude una donna gli gettò una cima, ma lui non l’afferrò, e continuando a sbracciare scomparve alla vista.
Ho visto un uomo correre tra la folla. Lo sguardo fisso a terra. Urtava la gente [...]


Oggi non volevo scrivere, o almeno non questo, poi…
A chi m’ha scritto che ho riacceso in lui un ricordo dico che lui, con le sue parole, a sua volta, ne ha ravvivato uno in me: un racconto su eroi dimenticati scritto da Mauro Corona che ho trascritto (nobile arte di un tempo che fu) in [...]


Come ogni anno, dall’età di otto anni, passo il ferragosto in montagna. Ad iniziarmi a questa pratica fu mio nonno. Sopravvissuto ad un infarto (perché doveva veder i nipoti diventar grandi) sosteneva che al suo cuore malandato servisse l’aria pura dei monti per risanarsi. Così puntualmente a fine luglio si partiva: io, mio nonno, mia [...]


11Ago07

Ho l’abitudine di tenere sempre una matita vicina mentre leggo, sottolineo parti interessanti e integro le parole stampate con dei commenti o ricopiando tratti ripescati da altri romanzi evocati alla mente. Alla pagina 833 di Anna Karenina (ed. Einaudi) ho trovato scritto:
“Il mio cuore é un portaspilli martoriato da schegge avvelenate”
Molti di questi spilli sono [...]


Hiroshima

06Ago07

Io faccio il mio lavoro, il mio lavoro è fare quello che mi dicono di fare e
so farlo bene. Una pingue paga e qualche riconoscimento militare
m’incentivano nel tentare questa nuova carriera.
Lati negativi ci sono, eccome, sempre lontano da casa e dai familiari.
Ad esempio ora sono in giappone, un’inferno, nel mezzo di una guerra con
lunghe prospettive [...]