Archive for the 'Memorie dai monti' Category
Gusci
Volevo scrivere parole venute un giorno di metà ottobre, ma quelle ormai sono perse, ricordo invece di noci; Dio, potrei essere confinato in un guscio di noce e sentirmi un re dello spazio infinito, fa dire Shakespeare ad Otello, ma non c’entra.
Successe invece che il selciato attorno al noce era coperto dal giallo delle foglie [...]
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Pane
In questi freddi giorni ottobrini, oltre all’avere affondato le mani nella neve nuova, ho imparato (tentato) a fare il pane. Silvana, saggia maestra, m’ha iniziato a quest’alchemica arte che trasmuta acqua, sale, farina, lievito in quella fragrante meraviglia dorata chiamata pane. Nel ventre del forno i ceppi avvampano e la sua bocca soffia un alito [...]
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Tramonti d’Autunno
L’Autunno, con tocco delicato, ha già bussato, puntale come sempre, alle porte dell’Estate. Ospite benvoluto, atteso.
Il Sole, stanco di tirar tardi, si ritira sempre prima. Giacconi compaiono negli armadi. Qualcuno scende, di notte, solingo, a tinger d’amaranto le foglie.
I colori, tirati a lucido, risplendono di nuova luce.
Ammiro tramonti penetrare monti che non so descrivere, magia [...]
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Dedica
Lui nato dai monti, lei nata dal mare.
Hanno deciso di amarsi.
Di loro spontanea volontà.
Ma non si sono mai amati.
Condannati a rincorrersi invano.
Affannarsi in cambio di nulla.
A vivere metà delle loro vite nello stesso spazio, ma non nello stesso tempo.
E l’altrà metà nello stesso tempo, ma non nello stesso spazio.
Abitare nella stessa città, lei oggi, lui [...]
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Eroi dimenticati
Oggi non volevo scrivere, o almeno non questo, poi…
A chi m’ha scritto che ho riacceso in lui un ricordo dico che lui, con le sue parole, a sua volta, ne ha ravvivato uno in me: un racconto su eroi dimenticati scritto da Mauro Corona che ho trascritto (nobile arte di un tempo che fu) in [...]
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Autodafé
Può l’uomo essere così arrogante da decidere le sorti di chi, non soltando lo circonda, lo nutre?
Ne invidia forse le virtù, il carattere? Il faggio così austero, elegante e fiero; il carpino testardo; la roverella forte e dura; il leccio sempreverde, di per sé eterno.
Arde la mia natia terra.
Avvampano inermi, considerati inutili, i boschi.
Eretici, condannati, [...]
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Camminare, ascoltare, osservare
La scorsa settimana ho camminato tanto. Non è da me passare un giorno in totale relax. Mi annebbia la mente. Camminare invece, per me, è un’esercizio sia fisico che mentale. La sera arrivo al rifugio molto stanco, come una spugna spremuta con forza. Desidero solo una zuppa calda (se hanno i kanederli è meglio) e [...]
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Il compleanno del nonno
Come ogni anno, dall’età di otto anni, passo il ferragosto in montagna. Ad iniziarmi a questa pratica fu mio nonno. Sopravvissuto ad un infarto (perché doveva veder i nipoti diventar grandi) sosteneva che al suo cuore malandato servisse l’aria pura dei monti per risanarsi. Così puntualmente a fine luglio si partiva: io, mio nonno, mia [...]
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