straniature

20Apr09

Penso che, francamente, l’odio dei meli per le donne è infondato. Folle.
Penso a due Anne, di due paesi che si sono freddamente guerreggiati, alle loro voci. Alla mia che non mi piace.
Penso all’esistenza di diaboliche biologie, di ingrate aritmetiche, di ostiche grammatiche e cooperanti contro me.
Penso a una scrittura nata da ugula e con abilità cantata.
Penso che potrei vivere di nulla ma mi scoccia saggiare la tenuta del condizionale.
Penso che gli appigli mai vanno stretti con forza ma tenuti per attrito di callo. Così la vita delle donne. Ch’è un gran bell’appiglio.
Penso che la luce di una candela sia poca. Di tre è troppa.
Penso con amore agli amici, a tutti quelli fulminati per eccesso di passione e bei matti miti. E si allenta lo scoramento.
Penso che serva una punta di quiete, che non c’è nulla da giustificare in una solitudine.
Penso a Patrizia la gattara cara amica che ferma alla fermata del bus urlò il suo sdegno sotto la finestra di casa mia, mattina presto, all’aria.
Penso al volo dei migranti come soluzione che vorrei.
Penso, in certe ore, che sono fatto di materia inutile che pure se battuta non ha suono.
Penso sempre a una musica come inizio delle più cocenti passioni e che va danzata fino alla finale nota. Fino al silenzio.
Penso all’ombelico che è dove si quieta la lingua. Al tuo.
Penso che le storie più belle sono quelle ricamate sulla stoffa della Storia e la stoffa della Storia brilla dei fili colorati delle storie.
Penso a quanti muscoli allenati servono a ribadire ogni giorno le proprie scelte e filosofie. Un po’ come pescare nel fiume a mani nude o senza ardiglione.
Penso che se comincio a scrivere cazzate poi va a finire che non finisco più.



One Response to “straniature”  

  1. ma tutto questo tuo pensare non fa che produrre altri pensieri ed immagini, istantanee, storie…vita da artista la tua…come la mia
    Antonin artaud scrisse: Non so se il mio pensare mi appartenga, non so cosa sia il cervello che richiama questo pensare. Chi sono, da dove vengo, sono antonin artaud e se lo dico, come sono capace di dirlo, allora frantumerete subito il mio corpo, e vedrete un nuovo corpo ricomporsi in diecimila aspetti conosciuti…poiché non riuscirete mai a dimenticarmi.

    un abbraccio


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