ventunomarzo
24Mar09
Esco. Esco che nevica. Nevica sulle fioriture. Sul primo pruno fiorito. Sui ripopolati nidi senza protezione di foglie. Sul pane sbriciolato. Sui frastornati migranti. Sui letargici risvegliati. Nella storia dell’orso e forse sull’orso.
Esco che è notte a vedere un cielo ruggine e placante. Penso che dopo si può anche morire con un cielo così negli occhi e che così sia dolce. Poi rientro in casa a finire un gesto. A finire un sonno.
Filed under: Senza Categoria | 3 Comments
Carlo sono sempre così belle le tue parole.
Un caro (anche se ormai raro) saluto.
La neve, quando tutto e’ pronto per raccogliere, invece, il sole, e’ quasi a ricordare che nulla e’ scontato, e che gli eventi, anche quelli piu’ inaspettati, hanno la loro struggente dolcezza. Pronta a rivelare aspetti anch’essi inaspettati. Imprevisti. Apparentemente impossibili.
Ciao Carlo.
Loredana
intense, sempre, le tue parole.