O forse la felicità
è solo degli altri, d’un altro tempo,
d’un’altra vita e a noi non è possibile
che recitarla come viene viene,
a soggetto, ostinandoci a inseguire
la parte di noi stessi
in un vecchio, bizzarro canovaccio
senza capo né coda…
(Giovanni Raboni)
E io domando agli economisti politici, ai moralisti, se hanno già calcolato il numero di individui che è giocoforza condannare alla miseria, al lavoro spropositato, alla demoralizzazione, all'infanzia, all'ignoranza nella crapula, alla sventura invincibile, alla penuria assoluta, per produrre un ricco
(Almeida Garret)
Dove sei? che fine hai fatto? sei nella stessa fase in cui mi sento io? A presto
sono un poco inaridito e raramente a casa.
un grande abbraccio
Ciao Carlochesogna…
Ho riletto “Foglio di Vetta” e quel mio commento del 3 gennaio scorso. Ho lasciato qui un po’ del mio dolore. Non mi ricordo ne’ quando ne’ come. Ma quella data e quel dolore sono impressi nella mia vita come gli occhi nel mio viso.
E’ buffo che tra tanti, abbia scelto la tua Vetta…
Grazie ancora.
E non stare via a lungo.
Un abbraccio
Loredana
ciao niente male il tuo scritto! un abbraccio
Loredana
sempre mi fa bene il tuo passaggio,
e credo che non si possa indicare un movente alle emozioni
un abbraccio
Francesca
troppo gentile,
un saluto e un abbraccio