piccole letture annullate
23Nov08
Ma pensa, Alessandro,
che poi la sera, a Cingoli
ha nevicato e il vento
la strapazzava e un rumore
fondo, di mercantile in viaggio…
Insieme
nella chiesuccia isolata
sarebbe stato bello
starsene al caldo
ad ascoltare poesie.
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Ha un sapore di anni ‘50, forse anche una decina di meno, di quelle che ritrovi per caso, e sa di stantio ma ti fa incrinare le labbra verso un sorriso.
Ciao esploratore
Dona
Oggi, con un freddo polare che circonda ogni cosa, credo di aver perso per un attimo il senso della poesia…

E dico:
ma le chiese, da te, son calde?
Perche’ qui, da noi, in quelle…si gela!
Un abbraccio, caldo caldissimo!
Loredana
E’ una sera un po’ strana questa, che le emozioni traboccano quando il bicchiere e’ vuoto. E allora lascio una traccia, e ti dico cosa ci ho trovato, stasera, qui:
sembra un frammento di una lettera non indirizzata a me, carta ingiallita, inchiostro nero. Come quando sai di qualcuno perche’ te ne hanno parlato, ed un giorno per caso trovi una sua lettera tra le pagine di un libro, o una foto in bianco e nero in fondo ad un cassetto.
E poi, so di chiesette arroccate, solitarie, coperte di rovi, dove il blu dell’affresco cade a pezzi con l’intonaco. E ci si fa caldo stringendosi vicini in un angolo, al buio ad ascoltare versi, soffiando nuvolette di fiato sulle mani intirizzite.
Grazie, Carlo, ancora una volta.
Dona,
è che mi sento fuori luogo spesso, spessissimo fuori tempo. Un sorriso.
Loredana,
forse hai ragione e sarebbe servita una voce da drago o abbracci. Abbracci.
Cicala,
sempre mi rinviviscono le parole quando sono così di cuore, le sere quando sono strane, le emozioni che traboccano ed i bicchieri che si vuotano. Grazie.
Per un mesetto sarò poco in rete, questo blog che già va lentino subirà ulteriori ritardi, dispiace di avere poco tempo da dividere con voi, per leggervi… ma se putacaso nelle feste dicembrine transitate tra marche e umbria avvisate.
ma che bella, particolare…
Ho provato questa sensazione due anni orsono nel luogo dove ho la casa in montagna, una sera eravamo tutti in una piccola bella chiesa di origine medioevale ad ascoltare un recital di poesie d’annunziane e dopo tutti a bere buon vino pane e prosciutto e pecorino. Fuori un cielo stellato e terso con un freddo asciutto tagliente come il rasoio ma…morire così è bello! Però in questo momento non potrei alzare il bicchiere in alto per un brindisi, al massimo all’altezza del petto ma tanto prima o poi ci riuscirò.C iao Carlo a presto