Percezioni

26Ago07

Questo non è altro che un corollario del precedente.

percezione

-Dottor stregone, ho un problema: voglio che il tempo per me scorra più lentamente, bramo un’eterna giovinezza e sogno di vedere gli altri invecchiare, mentre, con la lingua di fuori, esterrefatti, invidiano la mia estemporanea bellezza; è tutto ciò possibile?-
E lui sfregandosi la barba e arricciandosi una ciocca di capelli bianchi inizia:

-Bene, bene,
vedrò sul ricettario delle magiche pozioni
per trovar per te strabilianti soluzioni.-

Il più grande luminare vivente di astrostregonofisica va sul retro, nella sala d’aspetto giungono rumori di ferraglie che cozzano e ante che sbattono. Torna abbracciando una serie di robe vecchie. Accende un fornelleto dove posa a bollire dell’acqua dentro un arrugginito pentolino. Ci tuffa con sonora panciata un orologio al quarzo, ma solo dopo averne accuratamente sfilettato il cinturino. Mentre quello lessa avvolge una lampadina in un panno, la poggia su un sozzo tavolo da lavoro (tarlato da sembrare un’Emmenthal) e l’infrange con una decisa martellata. Raccoglie i pezzi e li mette in un mortaio. Scola l’orologio ormai sciolto e lo aggiunge ai vetri. Va al caminetto e ci pone un metro snodabile, poi con un gesto della mano, come a volerlo salare, lo fa avvampare. Lo contempla ardere. Raccoglie accuratamente le ceneri con una paletta e le aggiunge al resto nel mortaio. Pesta energicamente. Olio e pepe, quanto basta. Un religioso silenzio accompagna il dottor stregone. Allunga all’umano una cucchiaiata di questa poltiglia e proferisce:

-Inghiotti in un sol boccone
questo pappone.
Se quel che tu desideri è una nuova percezione,
dovrai capire tutto il mistero della creazione.
Vivrai in un tempo relativo,
non in quello in cui io vivo.
Ma per far ciò dovrai volare,
per un anno il cosmo esplorare
in corsa la luce affiancare.
Ma quando l’incantesimo che ti potreggerà
i suoi poteri esaurirà,
sano e salvo sulla terra tornerai
e mai più invecchierai.-

L’umano ingurgita al volo il magico intruglio, riflette un attimo e dice:
-Maestro, un anno è tanto, certo però che per la giovinezza eterna ne vale la pena, ma di cosa mi nutrirò?-

-Razza di impiastri
questi terrastri,
vai e poi semmai
mi maledirai,
sorsa il tempo e divora lo spazio
se non sarai sazio.-

-Maestro, come farò a viaggiare il cosmo e …- l’umano non riuscì a finire che un poderoso calcio da dietro, dato dal dottor stregone col magico scarpone, lo raggiunse e lo spedì in direzione della via Lattea a irraggiungibile velocità. Mentre l’umano saettava in cielo recitò le magiche parole:

-Fa che il tuo ora non sia il mio ora
il tuo dopo non sia il mio dopo
ma che il mio dopo possa essere il tuo ora.-

Dopo un suo anno l’umano tornò tra i suoi simili che nel frattempo erano di tanto invecchiati. Aveva acquisito dal viaggio e dalla pozione magica fissatrice di totalitaria conoscenza una nuova percezione del tempo, ma anche una, effetto collaterale che il dottor stregone aveva volontariamente omesso, percezione distorta dello spazio. Attorno a lui vedeva tutto come se fosse assurdamente curvo, molle. La gente per salutarlo gli allungava mani che sembravano liquefarsi a metà strada. Si credeva pazzo, tornò dal maestro per farsi guarire ma questi non c’era più: iniziò così a disprezzare tutto e tutti. Gli altri proprio non capivano, ai loro occhi era sempre giovane e bello, non invecchiava mai. Ma appunto per questo lo invidiavano, lo osannavano, lo assediavano. Volevano sapere il suo segreto. Conoscere ciò che lui conosceva. Lo consideravano una creatura di molto superiore a loro. Il custode dei segreti del tempo e dello spazio irritato e deriso per la sua follia scappò, si isolò. Visse in un’irraggiungibile eremo, si nutrì di avanzi di tempo e scarti di spazio come aveva divinamente imparato a fare, e morì di vecchiaia dopo cento dei loro anni passati in coraggiosa solitudine.



2 Responses to “Percezioni”  

  1. Veramente molto bello e significativo, hai una sensibilità veramente spiccata e mi fa piacere perchè il mondo ha bisogno di uomini sensibili per fare riflettere la gente che passa distrattamente e non guarda. Ciao,
    Il cantastorie errante

  2. “Ma quando l’incantesimo che ti potreggerà” :-p

    Temi cruciali, sei coraggioso…


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